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L’85% delle aziende italiane punta sull’efficienza energetica

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Quando si parla di temi come sostenibilità ed efficienza energetica, si pensa sempre che l’Italia sia arretrata rispetto ad altri Paesi. E, invece, non è così. Non sempre perlomeno. Secondo uno studio commissionato da Centrica Business Solutions e condotto su oltre 1.000 aziende in sei Nazioni (Italia, Regno Unito, Irlanda, Germania, Stati Uniti e Canada) con l’obiettivo di identificare i fattori chiave e gli ostacoli all’adozione di nuovi approcci energetici, siamo noi italiani ad avere l’atteggiamento più moderno e innovativo da questo punto di vista.

 

Infatti, se in media sono il 79% le aziende che dichiarano di voler assumere il controllo della propria energia entro il 2025, da noi la percentuale sale all’85%. Del resto, l’efficienza energetica è ormai una questione prioritaria per tutte le organizzazioni e il nostro Paese sembra aver capito meglio degli altri l’importanza di investire in soluzioni tecnologicamente avanzate così da migliorare l’efficienza operativa, ma anche da dimostrare la propria responsabilità sociale e da assicurarsi maggiore profittabilità.

 

Tutti i vantaggi dell’efficienza energetica


“È un segnale incoraggiante che le aziende italiane siano così lungimiranti quando si tratta di energia, con una percentuale di aziende che ha compreso l’importanza della generazione on site maggiore rispetto alla media globale (85% vs 79%). Assumere il controllo dell’energia è inevitabile per le aziende e lo è ancor di più in un Paese come l’Italia dove i costi di approvvigionamento sono più elevati rispetto agli altri Paesi dell’UE, con un’incidenza maggiore sulle PMI che pagano il 40% in più rispetto alla media europea” ha commentato Christian Stella, Managing Director di Centrica Business Solutions Italia.

 

Le aziende intervistate sono consapevoli dei vantaggi derivati da una maggiore efficienza energetica e in molti casi li hanno già vissuti sulla “propria pelle”. Dopo l’investimento in soluzioni tecnologiche avanzate, il 41% ha ammesso di aver sperimentato una notevole riduzione del costo dell’energia, il 35% un maggior controllo e visibilità sull’uso dell’energia, il 26% una conformità alla normativa, il 24% il conseguimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale, riduzione delle emissioni e miglioramento della reputazione aziendale, il 23% il conseguimento di entrate supplementari.

 

Le aziende più attive sul tema dell’efficienza energetica


L’indagine ha anche rivelato che dopo la cybercriminalità, la sicurezza energetica, insieme all’incertezza politica, è considerata dalle aziende il rischio più grosso, maggiore addirittura del rischio finanziario.

 

In Italia, circa un quarto delle aziende intervistate ha già investito nella generazione on site (il 26% nella cogenerazione e il 24% nell’energia solare) e il 10% sta investendo in queste due tecnologie per averle a pieno regime entro i prossimi due anni. Il settore più attivo in questo senso? Quello manifatturiero, seguito dall’immobiliare, che comprende anche l’edilizia e le aziende di distribuzione. In ultima posizione, invece, l’istruzione. 

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