Caffè, la capsula biodegradabile esiste: ma in Italia 'non è stata filata da nessuno'
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Nelle capsule di caffè non si sa bene che cosa c’è dentro, ma si sa cosa c’è fuori che è difficile smaltirle. Eppure la capsula biodegradabile esiste. Un ex dirigente, quando la sua azienda ha chiuso, ha acuito l’ingegno è l'ha realizzata.
A Report, la trasmissione di Milena Gabanelli, su Rai3 ha detto (nella puntata di ieri, lunedì 14 aprile) che la capsula biodegradabile c’è, “io l’ho proposta ovunque ma non mi ha filato nessuno. Sono andato in Germania, e ho trovato chi me la produce, e a breve arriveranno anche in Italia, ma quel che è incredibile è che si può addirittura mangiare”.
Nel 2006 Gabriele Degli Espositi progetta questa capsula da caffè in polpa di cellulosa. Il suo progetto non trova finanziatore in Italia, ma in Germania, ad Osnabrück, dove si trasferisce e riesce a costruire una linea produttiva
che tra poco porterà in Italia.
Realizzata con lo stesso processo di fabbricazione della carta: si macina la polpa di cellulosa ottenuta da canna di bambù e canna da zucchero. Non solo biodegradabile, ma proprio commestibile.
Insomma una soluzione così è benefica per l’ambiente, ma malefica per i produttori di capsule in alluminio e in plastica, perché poi la storia è sempre la stessa quando le soluzioni sono semplici non si lucra più allora bisogna trovare il modo di complicarle.
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