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Biocarburanti, auto elettriche, idrogeno: cosa c’è per i trasporti nel Piano su Energia e Clima

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Elettrificazione, carburanti alternativi con un’attenzione speciale ai biocombustibili avanzati, mobilità condivisa, passaggio dalla gomma al ferro: ecco alcuni dei punti principali per “ripulire” i trasporti dalle emissioni inquinanti, inclusi nel Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC) appena trasmesso dall’Italia a Bruxelles. 

 

Il PNIEC stima che l’Italia dovrà arrivare al 21,6% di fonti rinnovabili nei consumi finali lordi di energia per i trasporti.

 

L’auto elettrica, in particolare, contribuirà per il 6% all’obiettivo generale.

 

Nel 2030 il Governo stima che ci saranno quasi 6 milioni di vetture plug-in in circolazione nel nostro paese, di cui oltre un milione e mezzo sarà alimentato esclusivamente dalle batterie (EV, Electric Vehicle, al contrario delle auto ibride plug-in che si ricaricano alla presa di corrente, ma hanno anche un motore tradizionale a benzina/diesel).

 

Oltre all’energia elettrica di origine rinnovabile utilizzata per le auto a zero emissioni, un contributo rilevante al mix di tecnologie pulite per i trasporti sarà garantito dai biocarburanti: quelli di prima generazione si fermeranno al 3% del totale-obiettivo al 2030, mentre per quelli avanzati (biometano soprattutto) si prevede di superare il traguardo specifico indicato dalla direttiva RED II (3,5%), arrivando intorno all’8% circa.

 

Con l’incentivazione del biometano attraverso i certificati di immissione in consumo (CIC), infatti, il piano stima di coprire una domanda di metano nei trasporti corrispondente a circa 1,1 miliardi di metri cubi/anno.

 

In tema di biocarburanti, chiarisce il documento, l’Italia intende emanare tutti i provvedimenti necessari per accogliere la nuova legislazione europea, in particolare per aggiornare le quote obbligatorie di immissione al consumo fino al 2030 dei diversi tipi di bio-fuel (normale/avanzato), introdurre l’idrogeno da fonti rinnovabili nell’elenco dei combustibili utilizzabili ai fini dell’obbligo, individuare le percentuali massime di biocombustibili di vecchia generazione derivati da colture alimentari.

 

Tra le altre misure volte a ridurre l’inquinamento dei trasporti, nel documento si parla di maggiori finanziamenti per sostituire vecchi bus con mezzi elettrici e a metano per il trasporto pubblico locale (la stima è rinnovare 2.000 autobus/anno nel periodo 2019-2033), di obbligo per la Pubblica amministrazione di acquistare veicoli alimentati con carburanti alternativi, di favorire le immatricolazioni di vetture a basse emissioni, anche rivedendo gradualmente il sistema fiscale (bollo, imposte sui carburanti e così via).

 

Il piano cita anche il bonus/malus ecologico che dal primo marzo 2019 prevede contributi fino a 6.000 euro per chi sceglierà un nuovo veicolo con ridotte emissioni di CO2.

 

Lo stesso provvedimento del bonus/malus comprende le nuove detrazioni fiscali del 50% sulle spese sostenute per installare colonnine di ricarica.

 

Dovranno poi aumentare, si legge nel piano, i punti di rifornimento per i combustibili alternativi: ad esempio, i punti di ricarica pubblici/privati per i veicoli elettrici dovranno essere almeno 6.500 nel 2020.

 

A un certo punto il piano cita l’introduzione di misure sperimentali per consentire ai sistemi di ricarica di partecipare al mercato dei servizi per la rete elettrica: il cosiddetto V2G, Vehicle-to-Grid.

 

Per l’auto elettrica sono allo studio anche nuove regole con cui favorire la loro diffusione nelle città, ad esempio con accessi gratuiti nelle zone a traffico limitato, corsie preferenziali e parcheggi dedicati.

 

Nel piano, infine, si parla molto di “shift modale” per i trasporti di merci e persone, con incentivi alle imprese che adotteranno modalità di trasporto combinato strada-rotaia e strada-mare (Ferrobonus-Marebonus) e una Piattaforma logistica nazionale (PLN).

 

E poi: sviluppo di piste ciclabili, promozione della mobilità condivisa (bike/car/moto sharing), parcheggi di interscambio per integrare le varie forme di trasporto, sviluppo dei sistemi intelligenti per gestire il traffico urbano, redazione obbligatoria dal 2021 dei Piani Urbani per la Mobilità Sostenibile (PUMS) in tutte le città metropolitane e nei comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti.

 

Tuttavia, è anche bene precisare che in tema di sicurezza energetica e prodotti petroliferi, il piano governativo evidenzia che la transizione “verso uno sviluppo sempre meno basato sui combustibili fossili richiederà del tempo e il mantenimento di un’industria petrolifera downstream nazionale ambientalmente e tecnologicamente all’avanguardia”.

 

Ecco perché, tra le azioni previste al 2030 figurano anche le riconversioni di siti industriali in bioraffinerie per produrre carburanti ecologici avanzati e l’impegno a “salvaguardare l’industria della residua raffinazione italiana”, in modo da ottenere “prodotti ad alta compatibilità ambientale”. 

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