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Il Mise pubblica la proposta di Piano nazionale energia e clima 2030

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Decarbonizzazione, autoconsumo, generazione distribuita, sicurezza energetica, elettrificazione dei consumi, efficienza, ricerca e innovazione, competitività. Sono questi i principali obiettivi del PNIEC, la proposta di piano nazionale energia clima 2030 inviata dal governo italiano a Bruxelles. Il documento, che tutti gli Stati membri sono tenuti a stilare, è uno degli strumenti chiave richiesti dal Pacchetto UE Energia pulita: nelle sue pagine sono, infatti, contenute politiche e misure nazionali finalizzate al raggiungimento degli obiettivi europei 2030 in linea con le 5 dimensioni dell’Energy Union.

 

Il nome corretto (a lavoro finito) è Piano nazionale integrato per l’energia e il clima per il periodo 2021-2030 e dovrà essere adottato, previo ok dall’esecutivo UE, entro il 31 dicembre 2019. E ogni due anni lo Stato membro dovrà riferire alla commissione in merito ai progressi compiuti.

 

“Siamo riusciti nei tempi previsti a elaborare uno strumento fondamentale per la politica energetica e ambientale del nostro Paese e dell’UE per i prossimi 10 anni, – spiega il Sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega all’Energia Davide Crippa. – Il merito va a un cambiamento radicale nell’approccio alla politica energetica e all’eccellente lavoro di squadra che ha coinvolto tecnici e policy maker di MiSE, MATTM, MIT, GSE, RSE, ISPRA, ENEA, Politecnico di Milano e ARERA”. Il piano è vincolante per l’Italia. Ciò significa che, una volta che l’Europa lo avrà approvato, non si potrà prescindere dagli obiettivi elencati.


Gli obiettivi rinnovabili del Piano nazionale energia clima 2030 dell’Italia


Il primo capitolo della proposta riporta i target nazionali su fronte delle rinnovabili, dell’efficienza e delle emissioni. Sul fronte della domanda energetica il PNIEC prevede un 30% di Consumi Finali Lordi coperti da fonti rinnovabili (fer) da raggiungere entro il 2030. Scomponendo la domanda nei diversi settori chiave, il contributo delle fer risulta così differenziato: un 55,4% di quota rinnovabile nel settore elettrico, un 33% nel settore termico (usi per riscaldamento e raffrescamento) e un 21,6% per quanto riguarda l’incorporazione di rinnovabili nei trasporti (calcolato con i criteri di contabilizzazione dell’obbligo previsti dalla RED II). In quest’ultimo contesto, gli autori del documento si aspettano un’importante contributo delle auto elettriche e ibride al 2030, con una diffusione complessiva di quasi 6 milioni di veicoli ad alimentazione elettrica di cui circa 1,6 milioni di mezzi full electric.

 

Efficienza ed emissioni, cosa propone il PNIEC?


Sul piano dell’efficienza energetica, la Proposta di Piano nazionale integrato per l’Energia ed il Clima prevede una riduzione dei consumi di energia primaria del 43% e del 39,7% dell’energia finale (rispetto allo scenario PRIMES 2007). Per quanto riguarda, invece, il livello assoluto di consumo di energia al 2030, l’Italia persegue un obiettivo di 132,0 Mtep di energia primaria e 103,8 Mtep di energia finale.

 

Sul fronte emissioni, invece, il testo riporta una riduzione dei gas serra del 33% per tutti i settori che non rientrano nell’ETS, il mercato del carbonio europeo, ossia trasporti (esclusa l’aviazione), residenziale, terziario, industria non energivora, agricoltura e rifiuti. Per la prima volta, inoltre, è prevista la Vas, la Valutazione ambientale strategica che dovrà esaminare l’impatto ambientale del piano nel corso del 2019. “Abbiamo fortemente voluto la Vas – commenta il ministro dell’Ambiente Sergio Costa – perché è importantissimo valutare l’impatto ambientale delle scelte energetiche e perché quando parliamo di lotta ai cambiamenti climatici le nostre non sono parole vuote ma impegni concreti”. 

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