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Dieci paesi chiedono all’Europa di azzerare le emissioni di CO2. C’è anche l’Italia

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L’Europa deve puntare a obiettivi sempre più ambiziosi e lungimiranti per ridurre le emissioni inquinanti, presentando una proposta “credibile e dettagliata” su come rispettare gli accordi di Parigi 2015.

 

Questa, in sintesi, la richiesta di 10 Stati membri alla Commissione europea, che la prossima settimana lancerà la sua strategia climatica al 2050, con differenti possibili scenari sull’andamento futuro delle concentrazioni di anidride carbonica nell’atmosfera.

 

In una lettera congiunta inviata al commissario per l’energia e il clima, Miguel Arias Cañete, i ministri dell’ambiente di Danimarca, Finlandia, Francia, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Slovenia, Spagna e Svezia, chiedono a Bruxelles di stabilire una chiara direzione verso l’azzeramento delle emissioni di gas-serra nei prossimi decenni.

 

L’Unione europea, quindi, evidenzia la lettera, dovrebbe impegnarsi a raggiungere il prima possibile un equilibrio tra le emissioni antropogeniche di CO2 e la loro rimozione dall’atmosfera.

 

Si tratta, per l’appunto, di ottenere un bilancio netto finale pari a zero in termini di CO2: l’anidride carbonica rilasciata nell’ambiente dalle attività umane (in particolare dall’utilizzo di combustibili fossili) dovrà essere compensata da uno stesso ammontare di anidride carbonica assorbita/rimossa.

 

Bruxelles, quindi, nella sua strategia al 2050, dovrà presentare almeno uno scenario che consenta di azzerare le emissioni nette di CO2 entro la metà di questo secolo e di essere in linea con l’obiettivo di limitare l’aumento medio delle temperature terrestri a 1,5 gradi entro il 2100.

 

E dopo il 2050, sostengono i dieci ministri, si dovrà pensare alle emissioni negative, quindi in sostanza a rimuovere più CO2 rispetto a quella ancora prodotta dall’uomo.

 

D’altronde, la stessa lettera cita l’ultimo rapporto dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change, l’organo delle Nazioni Unite che studia i cambiamenti climatici), dove si dice che per stare sotto i 2 gradi di surriscaldamento globale servirà uno sforzo senza precedenti per decarbonizzare il sistema energetico.

 

Con la necessità non solo di tagliare velocemente e drasticamente le emissioni, ma anche di rimuoverle dall’atmosfera con diverse tecnologie e soluzioni, ad esempio gli impianti CCS (Carbon Capture and Storage).

 

Vedremo come si svilupperà il dibattito a livello Ue su questi temi, ricordando che nella prima metà di dicembre si terrà il prossimo vertice Onu sui cambiamenti climatici, la CoP24 di Katowice, in Polonia. 

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