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Limitare il surriscaldamento a 1,5° per salvare il pianeta

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A poche settimane dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul clima di Katowice (COP24), in programma a dicembre, occasione in cui i governi rivedranno l'accordo di Parigi, l'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) ha pubblicato il rapporto "Global Warming of 1,5°C", realizzato con il contributo di novantuno autori di 40 paesi, da cui emerge il necessario contenimento del riscaldamento globale entro 1,5 °C rispetto ai livelli pre-industriali, l'obiettivo più ambizioso dell'accordo della COP21 di Parigi.

 

Nella Relazione appare evidente che se non si interviene con misure chiare, la sopravvivenza stessa del nostro pianeta è a richio. Basti pensare che tra il 2006 e il 2015 la temperature media è aumentata tra 0,77 e 0,79 gradi rispetto al periodo di riferimento 1850-1900 e le emissioni causate dall'uomo sono state responsabili per un impatto di circa 0,2° ogni dieci anni. Continuando così entro la fine del secolo si potrebbe raggiungere un aumento di 3°, con conseguenze devastanti sul clima e un inasprimento dei fenomeni atmosferici estremi, quali allagamenti, siccità o innalzamento dei mari.

 

La relazione evidenzia inoltre una serie di impatti dei cambiamenti climatici che potrebbero essere evitati limitando il surriscaldamento a 1,5ºC rispetto ai 2ºC. Ad esempio, entro il 2100, l'innalzamento del livello del mare a livello globale sarebbe di 10 cm in meno; le barriere coralline diminuirebbero del 70-90 per cento nel primo caso, mentre scomparirebbero praticamente del tutto (> 99%) con il riscaldamento a 2ºC.

 

Il rapporto esamina anche i passi da fare per limitare il riscaldamento a 1,5ºC.

 

Prima di tutto è necessario mettere in campo misure a sostegno delle energie rinnovabili che entro il 2030 dovranno coprire dal 70 all'85% del fabbisogno globale e verso il progressivo abbandono delle fonti fossili, azioni che contrastino il surriscaldamento globale e a sostegno della diminuzione dei consumi energetici, a partire dai settori particolarmente energivori, quali l'industria, i trasporti e gli edifici.

 

Per contrastare gli effetti del surriscaldamento è necessario secondo gli esperti dell'IPCC diminuire del 45% entro il 2030 le emissioni globali di anidride carbonica rispetto ai livelli del 2010, e azzerare le emissioni nette entro il 2050, sviluppando tecnologie che eliminino la CO2 dall'aria. Anche se, si legge nel Rapporto, ad oggi l'efficacia di queste tecnologie su larga scala non è ancora stata provata.

 

Per aiutare la transizione verso le fonti rinnovabili e il progressivo abbandono delle fossili, a partire dal carbone, la proposta è di aumentare il prezzo del carbone, fino a 100 dollari a tonnellata.

 

Commentando i dati Adnan Z. Amin, direttore generale dell'Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA), ha sottolineato che: "Le energie rinnovabili rappresentano già circa un quarto della produzione mondiale di elettricità. Negli ultimi sei anni, l'aumento della capacità di produzione di energia rinnovabile ha superato quello dei combustibili fossili e dell'energia nucleare messi insieme. Tuttavia, se vogliamo raggiungere i nostri obiettivi climatici, la diffusione delle energie rinnovabili deve accelerare di sei volte di più di oggi".

 

Una trasformazione energetica sostenibile - ha continuato Admin - non solo contribuirà agli obiettivi climatici. La tabella di marcia dell'IRENA fino al 2050 mostra che sosterrà risultati sociali ed economici positivi, liberando milioni di persone dalla povertà energetica, aumentando l'indipendenza energetica e stimolando la crescita economica sostenibile e la creazione di posti di lavoro.

 

Secondo la tabella di marcia studiata dall'IRENA fino al 2050, il passaggio alle energie rinnovabili e all'efficienza energetica potrebbe generare guadagni globali fino a 6 trilioni di dollari all'anno entro il 2050. L'economia globale crescerebbe dell'1%, con un guadagno cumulativo fino a 52 trilioni di dollari entro il 2050. Il benessere globale, come i benefici per la salute derivanti dalla riduzione dell'inquinamento atmosferico e dell'impatto climatico, migliorerebbe del 15%. Questa trasformazione massiccia genererebbe un guadagno netto di oltre 11 milioni di posti di lavoro aggiuntivi nel settore energetico entro il 2050. Questo cambiamento richiede nuovi approcci alla pianificazione, alle operazioni di sistema e di mercato, alla regolamentazione e alle politiche pubbliche.

 

Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, ha sottolineato che il contenimento del surriscaldamento entro 1,5° è un obiettivo ambizioso ma raggiungibile, purché ci sia una rapida e profonda riconversione di tutti i settori dell’economia. "E' necessario che il Consiglio Ambiente si impegni ad aumentare entro il 2020 gli obiettivi europei, in linea con la traiettoria di riduzione delle emissioni compatibile con la soglia critica di 1.5°C, così da poter raggiungere zero emissioni nette entro il 2040 sulla base delle possibilità e responsabilità di leadership globale dell’Europa". Senza dimenticare gli importanti benefici sociali ed economici legati al rispetto degli obiettivi definiti a Parigi nel 2015: uno Studio della Commissione Globale su Economia e Clima parla infatti di una crescita dell'economia globale pari a 26.000 miliardi di dollari, la creazione di 65 milioni di nuovi posti di lavoro e si potrebbero evitare 700.000 morti premature per l’inquinamento atmosferico già entro il 2030.

 

Kristina Thoring, direttore delle comunicazioni di SolarPower Europe, ha commentato che l'accordo di Parigi ci obbliga a decarbonizzare le nostre società, la sostituzione dei combustibili fossili con il fotovoltaico è uno dei modi più rapidi ed economici per ridurre i gas serra. L'energia solare riduce le emissioni globali di CO2 di 200-300 milioni di tonnellate all'anno, equivalenti alle emissioni totali di gas serra della Francia. "Dobbiamo accelerare lo sviluppo dell'energia solare per mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 gradi Celsius". Il solare è anche una tecnologia estremamente versatile e a basso costo, che può essere combinata con una serie di tecnologie energetiche pulite come lo stoccaggio, la mobilità elettrica e l'idrogeno verde. 

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